Serena http://omindipanpepato.blogspot.it/ ci racconta una favola d’altri tempi attraverso un dolcissimo zuccotto.
“Lo zuccotto a Firenze è (o forse era) il tipico dolce della festa, quello che il mio nonno andava a prendere nella pasticceria dove aveva lavorato per tanti anni, quando andavamo a cena da lui.
Il mio nonno era stato pasticcere di professione e, in generale, era un ottimo chef, maestro, soprattutto nelle presentazioni accurate, forse un po' rétro, che nella loro simmetrica e ridondante accuratezza offenderebbero il gusto minimalista o shabby odierno.
Talvolta si prendeva la briga di preparare anche il dessert, ma il più delle volte preferiva acquistarlo dal suo ex socio, che ancora proseguiva l'attività: appena arrivavamo a casa loro, una di quelle vecchie case del centro storico, lunghe e strette, poco luminose, con un giardino ampio, ma infossato tra altre case ed altissime mura, colonizzato di gatti e piantine di menta, i miei genitori si prendevano un pomeriggio di libertà e riuscivano immediatamente, io rimanevo con i nonni.
Appena i miei genitori sparivano dalla vista, mio nonno mi portava a comprare i fumetti (e, qualche anno dopo "Cioè"), in cartoleria (da piccolina ero fissata con la cancelleria) e, infine, a prendere lo zuccotto. Non vi racconterò che questa era la mia parte preferita dell'uscita, perché il nonno si fermava per un sacco di tempo a chiacchierare con il suo amico di cose da grandi, inoltre i fumetti e le penne profumate nuove mi interessavano molto di più.
Ma, ovviamente, al momento di mangiarlo ero felicissima: ho chiaro come non mai il ricordo di quella piccola cucina disorganizzata, arredata con mobili componibili, da cui si accedeva direttamente al bagno, quelle cucine vecchie, pensate solo per cucinare e non per ricevere (la sala da pranzo si trovava in fondo al corridoio, ma nessuno la apriva mai), ma illuminata da una finestrella con le inferriate, da cui si intravedevano il nespolo in giardino gli alberi che spuntavano sopra le mura di cinta degli altri orti e le altre case attorno, vestigia di una Firenze *fiorentina* che non esiste più.
Ripensarci mi fa spuntare una lacrima di nostalgia, per le tante cose che non esistono più di quel tempo: i miei nonni, i pasti ridondanti (eppure così schietti rispetto ai tanti virtuosismi della gastronomia attuale) cucinati da mio nonno, i racconti di mia nonna (adorava raccontare storie, interpretava i vari personaggi imitandone voci e gestualità, le piaceva cantare e si metteva in posa come una diva del cinema muto), la bambina che ero, la donna che sognavo di essere, la mia città quella *vera*, quella cantata da Pratolini.
Purtroppo in rete non sono riuscita a reperire molte notizie sulla ricetta tradizionale dello zuccotto, né, tantomeno, sulla sua origine. I miei ricordi infantili (che però sono di dubbia attendibilità, visto che risalgono a una trentina d'anni fa) mi riportano a un guscio di Pan di Spagna di forma semisferica, ripieno di crema semifredda, ma della quale non rammento assolutamente il gusto. Potrebbe essersi trattato di cioccolato o forse vaniglia, pistacchio, l'unica certezza che ho è che era ricchissimo di canditi e che per questo lo adoravo.
Quindi questa non è la versione originale, ma una mia reintepretazione pensata per amor di semplicità e per mancanza di tempo, una delle altre cose della mia infanzia che non riesco più a trovare.”
Ingredienti
1 cucchiaino di Infuso ai Frutti Esotici
3 cucchiai di sciroppo di amarene.
190 gr di Ricotta
1 bicchierino di liquore alla frutta
1 vasetto di confettura alle Visciole
500 gr ca. di Panettone all'Amarena Loison
Kroccant per guarnire
Procedimento
Per prima cosa prepara una tazza di infuso alla frutta, mescolala con lo sciroppo e dolcificala a tuo piacimento con la Stevia. Riporta il preparato a temperatura ambiente.
Nel frattempo frulla a crema la ricotta con la confettura e il liquore. Aggiungere il liquore, nelle preparazioni da freezer casalinghe è molto importante, per abbassare la temperatura di congelamento, ma comprendo che se il dessert è destinato a dei bambini possa costituire un problema, sul quale sto sperimentando ormai da tre anni, senza venirne a capo. Se conosci altri metodi, ti prego di comunicarmelo nei commenti o via e-mail, ne sarei felice.
Taglia il panettone a fette alte ca 1 cm. Se, nel taglio, dovessero cadere briciole, canditi, uvetta o amarene, aggiungili alla crema di ricotta. Passa velocemente le fette nell'infuso zuccherato e utilizzale per foderare uno stampo semisferico (anche una grossa ciotola va bene) rivestito di pellicola per alimenti. Versa il composto alla ricotta nell'incavo e ricopri il fondo con altre fette di panettone.
Riponi in freezer per almeno 5 ore, quindi sforma lo zuccotto su un piatto di portata. Se questa operazione dovesse risultarti complicata, perché la pellicola si è attaccata allo stampo, immergi quest'ultimo per qualche minuto in acqua a temperatura ambiente.
Decora la superficie dello zuccotto con abbondante Kroccant.
Se non intendi consumarlo subito, riponilo nuovamente nel congelatore ed estrailo una quindicina di minuti prima di affettarlo.




