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La carta d'identità del Panettone Motta

28 Novembre 2014

Negli Anni Cinquanta la Motta lanciò un nuovo tipo di réclame basando la propria qualità attraverso la “Carta d’identità” che accompagnava i suoi Panettoni attestandone “la purezza e la genuinità delle materie prime impiegate e la costanza di composizione del prodotto, controllato per serie di produzione in corso”; non solo, la “Carta d’identità” riportava composizione analitica media e tutte le materie prime.

 

Questo strumento fu anche un mezzo per realizzare studi e ricerche, o come si diceva in quel tempo “un’inchiesta nazionale” sul consumo degli alimenti dolci: come ricompensa furono previsti premi per un valore complessivo di diverse decine di milioni (per la 7° inchiesta ne erano previsti 100 milioni) da estrarre a sorte fra tutti i partecipanti.

 

Per questa campagna l’Alemagna tacciò di falsità la Motta perché pubblicizzava la bontà del proprio prodotto con una carta d’identità che ne attestava la composizione ma che si era dimostrata non veritiera.*

*Tratto da “La pubblicità comparativa”, Maggioli Editore pag. 40 nota 9.

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