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Tutti pazzi per i Macaron!

ORIGINE

 

L’origine della parola Macaron non è ancora certa: c’è chi sostiene che derivi dalla parola italiana maccarone o maccherone, proveniente a sua volta da “ammaccare”, nel senso di schiacciare. Altri sostengono che si rifaccia alla forma tondeggiante del Maccherone italiano. Infine i più audaci sostengono che la sua etimologia richiami la parola greca che indica il “dolce ben augurale”.

Qualunque siano le sue origini, l’unica certezza è che arrivarono nel 14° secolo in Francia grazie ai cuochi personali di Caterina de Medici, quando sposò Enrico II di Francia.

Dal suo arrivo in Francia, questo pasticcino seguì una serie di evoluzioni fino al 1862 quando Pierre Desfontaines, nipote di Louis-Ernest Ladurée, fondatore della pasticceria francese Ladurée a “16 rue Royale in Paris”, lo rivoluzionò creando il pasticcino più alla moda dei nostri giorni.

 

 

TIPOLOGIE

 

Di Macaron in realtà ne esistono due varianti: il Macaron Lorraine, ovvero una piccola meringa realizzata con farina di mandorle più simile ad un biscotto, e il più celebre e prestigioso Macaron de Paris. Quest’ultimo è composto da due piccole meringhe che racchiudono una farcitura a base di crema al burro.

Gli ingredienti base per la realizzazione dei Macaron sono farina di mandorle, albumi d’uovo, zucchero a velo e colorante alimentare. Una volta realizzate le meringhe si provvederà alla farcitura con la crema.

 

 

LIBRI

 

Soprattutto negli ultimi anni le grandi pasticcerie Parigine hanno pensato bene di diffondere il Brand e la cultura del Macaron non solo con l’apertura in tutto il mondo di Boutique-Pasticcerie, ma anche con la pubblicazione di libri con le ricette che ne ripercorrono la storia e soprattutto l’evoluzione dei gusti e degli abbinamenti di aromi. 

 

Ma di Macaron i libri ne raccontano già dalla fine del XXX. Un antico tomo che ne spiega come realizzarli è il “Confetturiere Piemontese istruito a Napoli” del XXX, - A Pag 285 ecco la ricetta dei “MACCARONI”:

 

Nettate con acqua calda mezza libbra di amandole dolci , lavatele , ed asciugatele , poi pestatele ben fine , e pestandole andatele bagnando con qualche goccia d’acqua di fior di melarancio , e mettendo anche del zuccaro fino , acciocché non si converta in olio , indi mettetele in un catino con mezza libbra di zuccaro in polvere , e mescolatele bene , poi mettetegli il bianco di quattro uova , e sbattetele bene colle amandole , e zuccaro , collocate li maccaroni sopra fogli di carta bianca della grossezza d’un bottone , e fateli cuocere in un forno a calore lento , quando saranno cotti , e di bel colore , li servirete al loro naturale. Se poi vi piacesse di ghiacciarli , mettete sopra un piatto di terra , o di maiolica del zuccaro fino passato al setaccio di seta col sugo di un cedro , ed un poco di bianco d’ uova , e sbattete tutto insieme con la spatola finché il ghiaccio sia ben bianco ; indi di questo copritene li maccaroni , poi metteteli nel forno solamente per far seccare il ghiaccio.

 

Il libro Confetturiere Piemontese istruito a Napoli è patrimonio della Biblioteca del Gusto Loison

 

Giulia Marruccelli

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