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La colomba di Pasqua: origini e tradizioni

20 Marzo 2015

 

La Colomba è per definizione il dolce Pasquale, il “dolce che fa primavera” come aveva coniato agli inizi degli anni 30 Dino Villani,  grande pubblicitario milanese. Attorno ad essa ruotano storie, tradizioni, leggende che si perdono nella notte dei tempi. 

 

Le origini

Gli “Offellari” - dal latino ofella (cialda, focaccia) - furono i veri fondatori dell’attuale arte dolciaria milanese, eredi a loro volta di chissà quali tradizioni e maestri di quest’arte. In quel tempo gli “offellari” milanesi esercitavano contemporaneamente anche il mestiere dell’oste e parte degli osti erano nel contempo anche soldati.

Le origini della colomba son ben più antiche del Panettone: già nel 1300 in Milano, alla festa di Pasqua, si usava scambiare doni di uova tinte di rosso portate da colombe di pasta dolce dette “colombine”, mentre alla corte ducale apparivano tinte d’oro e d’argento, colori coi quali si tingevano anche pane e vivande, secondo un procedimento che si è perso nel tempo.

 

 

Le antiche leggende

La prima ha come protagonista Re Alboino che, conquistata Pavia dopo tre anni di assedio alla vigilia di Pasqua del 572, avrebbe salvato la città dal saccheggio perché tra i doni ricevuti vi erano dei pani dolci di suprema bontà preparati a forma di colomba.

La seconda leggenda sull'origine di questa ricetta è legata alla battaglia di Legnano (1176), vinta dalla Lega dei comuni lombardi contro Federico Barbarossa. L’idea del dolce sarebbe nata ad un condottiero del Carroccio che per celebrare la vittoria fece confezionare dei pani speciali in omaggio alle tre colombe che durante la battaglia avevano “vigilato” sulle insegne lombarde.

 

 

Perché ricetta A.D. 1552?

Secondo la tradizione la colomba nacque nel 1552 a Milano, durante il dominio spagnolo. Il governatore Ferrante Gonzaga, che stava fortificando il Castello, ordinò fossero  mozzate torri e campanili che superavano una particolare altezza, perché per esigenze militari non dovevano coesistere in città altre posizioni dominanti. Insieme ai campanili sacrificati c’era anche la cupola di Santa Maria delle Grazie, ma venne subito dissuaso dall'apparizione di un angelo e della colomba dello Spirito Santo. La gratitudine della città prese forma proprio in questo dolce, destinato nel tempo a diventare una delle espressioni più vive della Pasqua nel nostro paese.

 


Tempi moderni

Il lancio della colomba pasquale in tempi più recenti lo si deve a Dino Villani, grande pubblicitario milanese, inventore in Italia della comunicazione integrata. All’inizio degli anni 30 in qualità di direttore pubblicità della Motta, inventò il logo della "M" con la “M” emblema di milanesità.

Lui era anche tra i fondatori dell'Accademia italiana della Cucina e al fine di non interrompere l'attività produttiva della Motta alla fine della stagione dei panettoni natalizi e per sfruttare gli stessi macchinari, s'inventò un nuovo dolce primaverile, la colomba di Pasqua quale “dolce che fa primavera” e il concetto di line extension (estensione della linea) ovvero l'utilizzo di uno stesso brand di successo, per introdurre nuovi prodotti in una linea di prodotto.

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